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L’HYGGE E L’ABBONDANZA

Come ripeto spesso a chi lavora con me, la ricchezza comincia dalla consapevolezza. Innanzi tutto nel senso che devi verificare quotidianamente i tuoi conti, certo. Ma anche e forse, anzi, soprattutto, nel senso che per diventare ricchi è necessario prima di ogni altra cosa imparare a vedere la ricchezza dove c’è (perchè ti assicuro che già c’è).

 

In questo senso la ricchezza ha molto a che fare con un concetto che ultimamente è tanto di moda (e purtroppo anche trattato un po’ superficialmente): l’hygge danese.

 

L’hygge si basa su piccoli gesti di altruismo, su dettagli che notiamo solo quando mancano. Guardare alla vita con un atteggiamento hygge non significa avere indosso gli occhiali rosa dell’illusione che tutto sia magico e bello. Piuttosto imparare che se affrontiamo i compiti di ogni giorno apprezzandone i piccoli piaceri e cercando il lato bello delle cose, ci ritroveremo ogni sera con una lista di momenti vissuti con piacere ed amore. E questo non può che farci sentire immediatamente più ricchi.

 

Viviamo quasi tutti vite congestionate, abbiamo tempi sincopati, spesso dettati solo dai doveri.

 

E’ facile lasciarsi sfuggire gli attimi di benessere che la quotidianità ci offre, solo perchè non abbiamo il tempo di notarli.

QUANTA RICCHEZZA SPRECHI, OGNI GIORNO? QUANTI DI QUESTI MOMENTI DI ABBONDANZA TI SCIVOLANO TRA LE DITA SOLO PER DISATTENZIONE?

 

Per aiutarti ti propongo un esercizio che ti consiglio di fare tutti i giorni.

Ogni sera, prima di andare a dormire, segna almeno tre momenti o fatti della giornata appena trascorsa che ti hanno fatto sentire bene, appagata, felice. Ogni sera, scrivi anche tre gesti, semplici e concreti, che ti impegni a compiere per qualcuno il giorno successivo. Scambia due chiacchiere con il panettiere e digli che vai sempre lì perchè il suo pane è il migliore di tutti, ringrazia il collega per il lavoro che svolge e digli che senza il suo contributo la tua attività sarebbe più difficile da affrontare, chiama un amico che non vedi da tempo e regalagli (regalati) il tempo di ascoltarlo davvero, digli che ti manca e che vuoi sapere come sta.

 

Gesti semplici. Che non costano nulla. Per i quali però devi metterti in gioco.

Perché questo, in un modo meraviglioso che forse ancora non immagini, innescherà delle reazioni davvero sorprendenti.