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COMPAGNE DI VIAGGIO – INTERVISTA A DANIELA FIGAZZOLO

Daniela Figazzolo studia e si laurea in architettura. Ama la provincia, coltivare l’orto e cucinare per la sua famiglia. Fa l’architetto per circa vent’anni, come libera professionista, occupandosi di ristrutturazioni per privati e pubblica amministrazione. Poi scopre che la sua vocazione è trasformare luoghi, non solo fisici, anche mentali. Per migliorare la vita delle persone.

Si forma, presso il Centro Studi Erikson di Trento, come esperta nei processi di apprendimento. Per sostenere le persone che hanno difficoltà di apprendimento sviluppa mappe mentali e strumenti cartacei per facilitare lo studio. Negli anni ha sviluppato un metodo originale per la memorizzazione e strumenti per sviluppare processi operativi diversi ed efficienti.

 

Compagne di Viaggio Daniela Figazzolo © Paola-Nosari-Money-Mentor-Business-Strategist-2020

 

 

Ciao Daniela e benvenuta

 

  • Ci racconti come hai avviato il tuo progetto?

In generale, è un progetto a cui lavoro da molto tempo. Ho iniziato per migliorare la mia attività e gestire casa in modo più efficiente. L’ho sviluppato per le mie esigenze, sopperire ai miei limiti, lavorare in maniera più organizzata.

Prima erano schede per tener traccia delle operazioni fatte, to do list di attività da svolgere.

Poi è diventato un vero e proprio metodo per organizzare i materiali a disposizione per lavorare, i percorsi e i tempi del processo operativo. È basato sulla compilazione manuale di schede e mappe.

Ho poca memoria e ho bisogno di scrivere per ricordarmi le cose. Mi distraggo molto, ho bisogno di tracciare un percorso ed incanalarmi, per avere una guida e spazi di creatività in cui muovermi, senza ingabbiarmi.

Faccio attività di diverso tipo, nello stesso periodo o riprendo attività a distanza di tempo.

Mi piace tener traccia delle conoscenze ed esperienze man mano acquisite.

Queste tracce erano fogli sparsi, libri e riviste che si accumulavano sulle sedie e sugli scaffali.

Riflettendo c’è sempre modo di imparare qualcosa da ogni esperienza. Ho trovato un criterio per raccogliere, ritrovare ed organizzare i materiali, cartacei e non.

L’anno scorso si è insinuata in me l’idea di poter condividere questo metodo con altre donne che amano elaborare il proprio percorso creativo lasciando tracce scritte. Mi piacerebbe aiutarle a personalizzare il metodo alle loro esigenze operative.

 

 

  • Come sei riuscita a realizzare il tuo lancio?

Ho deciso di far partire il progetto lanciando il mio planner settimanale da scaricare, stampare e incollare, come file pdf allegato a una newsletter settimanale.

Ho anche aperto un profilo Instagram dedicato al progetto. Ho inserito il link della landing page nella bio. Per permettere, alle persone che vogliono, di iscriversi alla mailing list e ricevere la newsletter.

Sto postando su Instagram in maniera regolare, anche se non sono ancora riuscita a definire un vero e proprio piano editoriale.

È la prima volta che cerco di comunicare un mio progetto online. Ho sempre lavorato trovando clienti col passa parola all’interno della comunità locale.

Prima del lancio ero piena di paure: da cosa inizio? Come faccio a stabilire cosa scrivere nella newsletter? Come faccio a far capire quello che è sempre stato solo nella mia testa e che ho utilizzato solo per me?

Poi ho dovuto affrontare problemi tecnici: io una newsletter non l’avevo mai avuta. Cerco di proseguire affrontando un problema per volta.

 

  • Secondo te, quali sono le buone pratiche per riuscire a conquistare un seguito di persone interessate a quello che fai?

La buona pratica è lavorare a migliorare il prodotto e comunicare con costanza. Non fermarsi al primo tentativo. Stare in ascolto di ogni piccolo segnale di interesse che possa giungere dal pubblico.

Sto imparando a cambiare atteggiamento: fare affidamento sulle mie forze, spingere  la mia idea nonostante non riesca ancora ad avere riscontri da parte di altre persone.

Prima di iniziare avevo paura delle critiche negative. Quello che mi preoccupa adesso è vedere la presenza muta delle persone a quello che sto facendo, senza poter sapere cosa stanno pensando al riguardo. Mi preme adesso trovare il modo di coinvolgerle.

 

  • Qual è l’errore più grande che hai commesso all’inizio e come l’hai affrontato?

Per molto tempo ho frequentato i social, conoscendo tante persone, soprattutto donne, molto interessanti tra cui tu Paola e altre professioniste rimanendo nell’ombra.

Sono rimasta ad osservare il lavoro delle altre pensando di non essere pronta a partire col progetto, pensando che esporsi in modo sbagliato fosse una tragedia. Adesso penso che la tragedia è non provare, perché fino a che non inizi non sei mai pronta.

All’inizio del lancio ho avuto paura che altri/e mi rubassero l’idea.

Questo ha avuto l’effetto solo di farmi sentire bloccata nella comunicazione del progetto. Ho capito che le idee non sono elementi staccabili da tutto il resto. Nascono all’interno di un percorso che si costruisce ogni giorno e questo è difficile da rubare.

 

  • Che consiglio spassionato daresti a chi volesse avviare un progetto creativo online?

Consiglierei di studiare gli strumenti di comunicazione online perché sono molto potenti, e studiare anche i modi di utilizzarli per sperimentarsi. Direi che non c’è teoria che ci possa spiegare come ci sentiremo quando saremo in azione, non possiamo far altro che provare, sperimentarsi.

Di andare avanti con calma ma con costanza.

Che non ci sono errori ma esperienze da raccogliere, da analizzare. Seguendo la propria idea, il proprio percorso, sperimentando in modi diversi il modo di comunicare il proprio progetto.

Consiglierei di guardarsi attorno e per ogni suggerimento, cosa interessante che si può scorgere fuori, fare un’azione sul proprio progetto.

 

  • Qual è la caratteristica del tuo servizio di cui vai più fiera, e perché?

Il mio servizio prende il buono dalle tecnologie digitali e recupera l’utilizzo della carta e della scrittura a mano. Strumenti creativi, personalizzabili da noi all’infinito.

È un lavoro introspettivo da un lato e di ricerca di apertura dall’altro.

 

  • Sei stata una delle partecipanti a Compagne di viaggio, il mio percorso annuale di mentoring di gruppo. In che modo ti ha aiutato?

Quello che sto facendo, per ora è definire un progetto di ricerca, ma non lo considero un hobby.

Compagne di viaggio mi ha permesso di confrontarmi con altre donne che credono nel lavoro che stanno facendo.

È un percorso dilatato nel tempo, che lascia spazi d’azione per decidere, mettere in azione gli input forniti dal percorso.

È calmo come piace a me. È variegato. Dà spazio per l’azione, per la riflessione e per il divertimento.

Abbiamo attraversato insieme il periodo del lockdown. Erano momenti psicologicamente duri, per tutti: abbiamo accettato le nostre fallibilità, la necessità di fermarci e capire cosa stava succedendo.

 

  • Quale credi sia la cosa più importante che hai imparato?

Mantenere un atteggiamento imprenditoriale, anche se sei all’inizio, anche se sei nella fase di ricerca.

Tenere sempre in relazione idee e risorse economiche.

Imparare a farsi domande.

Dare sempre un valore economico alle cose che si fanno.

Non dare niente per scontato.

Dare importanza ai valori del tempo e del denaro. Quanto tempo ho impiegato, quanto tempo mi serve per arrivare a quel risultato?

Nel gruppo poi, ho imparato a dare aiuto e soprattutto chiedere aiuto. Per me atteggiamento difficile e necessario.

 

  • Perché credi che farà la differenza nel tuo modo di gestire il tuo lavoro?

L’atteggiamento imprenditoriale mette in relazione (e fa lavorare insieme) creatività e aspetti economici, non solo sul prodotto ma su tutto il processo.

Avere un atteggiamento imprenditoriale consapevole è fondamentale per poter vendere e operare sul mercato.

 

  • Quali obiettivi hai raggiunto grazie al percorso?

Ho trovato la forza per realizzare il mio lancio, passando da una condizione teorica ad una operativa. E vedere finalmente le azioni concrete che posso mettere in atto, con costanza.

 

  • Cosa credi lo differenzi rispetto agli altri percorsi sul mercato?

Rispetto ai corsi che ho frequentato, Compagne di Viaggio è unico per l’utilizzo variegato delle tecnologie di comunicazione per far emergere in ognuna aspetti diversi per la formazione e l’apprendimento. Dai podcast audio per trattare argomenti specifici, alle call 1:1, dalle dirette Zoom al gruppo whatsapp per il dialogo tra le corsiste.

E tu Paola sei sempre lì al nostro fianco e aspetti che per ognuna arrivi il suo momento.

 

Puoi trovare Daniela e restare aggiornata sulla sua attività:

Sul profilo Instagram che ha dedicato al suo progetto: 7GiorniPerMe

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