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COMPAGNE DI VIAGGIO – INTERVISTA A CRISTINA CATI

Cristina Cati è un’illustratrice bolognese. DtailsLab è il suo brand artigianale, attraverso il quale unisce le sue due grandi passioni: il disegno e la cucina. Disegna ispirandosi unicamente al cibo, fa stampare tessuti esclusivi, con le sue grafiche e cuce accessori e complementi d’arredo per tutti quelli che come noi amano la buona tavola.

Di sé dice: “sono orgogliosa delle mie origini, orgogliosa della cucina tradizionale italiana e ho deciso di onorarla utilizzando il linguaggio che mi riesce più spontaneo: quello visivo.”

 

Compagne di Viaggio - Intervista a Cristina Cati © Paola-Nosari-Money-Mentor-Business-Strategist-2020

 

 

Ciao Cristina e benvenuta

  • Ci racconti come hai avviato il tuo progetto?

DtailsLab è nato 4 anni fa, podalico e al settimo mese di gestazione. Da un anno a questa parte mi sono rimboccata le maniche per avviarlo seriamente. Questo per dire che ho fatto tutto con fretta e alla rovescia, ma a tutto c’è rimedio!

DTailsLab è stato concepito per un’urgenza personale, o meglio, per una promessa fatta a me stessa.

4 anni fa la vita mi ha fatto un regalo pazzesco: ho provato la paura di morire.

Sono stata tra la vita e la morte per 48 ore e mentre guardavo le facce preoccupate dei medici, ai piedi del letto, che scuotevano la testa, pensavo “se esco viva da questo ospedale mi faccio un regalo perché me lo merito proprio!”

Sono tornata a casa frantumata nel fisico e nella psiche e ci ho messo mesi a ricompormi.

Durante quei mesi ho continuato a pensare a quel regalo che mi dovevo e ho capito che tutto quello che mi era successo era una splendida occasione per prendere in mano la mia vita e farne la cosa più bella che potessi immaginare per non sprecarne nemmeno un attimo.

Per pensare ad un futuro nuovo, sono partita dal passato. Dovevo ricominciare, ma fortunatamente, a 50 anni non si ricomincia da zero, perché durante la strada fatta avevo messo da parte un tesoretto da poter mettere a frutto.

Da lì il passo è stato breve: “so disegnare, amo visceralmente la mia città d’origine, Bologna che è conosciuta in tutto il mondo per la sua cucina = metto insieme le due cose: disegno il cibo!”

Mi è subito sembrata l’idea vincente, ma per la mia proverbiale insicurezza avevo bisogno di conferme che arrivassero dall’esterno, non da parenti e amici.

Così ho cominciato a produrre per mostrare alle persone quello che avevo in testa, utilizzando Instagram come vetrina e il negozio su Etsy come canale di vendita.

Mi sono resa conto che poteva funzionare e allora ho capito che dovevo fare sul serio e aprire un’attività: era questo il regalo più bello che potessi farmi, me lo ero promesso…

 

  • Come sei riuscita a realizzare la tua prima vendita? E, secondo te, quali sono le buone pratiche per riuscire a conquistare clienti nel tuo settore?

La prima vendita è arrivata dopo 9 mesi di apertura dello shop (questa volta la gestazione è arrivata al termine!).

Ho venduto 3 poster a una signora di Roma, mi ricordo ancora la felicità e lo stupore per essere riuscita nell’impresa ed era una persona che mi aveva trovata su Instagram.

E qui ti rispondo alla seconda parte della domanda. I social sono uno strumento pazzesco per fare comunicazione, rendono visibile l’invisibile. Sono il posto dove puoi farti conoscere e dove puoi mostrare il tuo prodotto, potenzialmente, al mondo intero.

Mica poco! Le persone che acquistano prodotti artigianali lo fanno anche perché vengono conquistati dalla storia che sta dietro all’oggetto e tu devi essere il narratore.

Per vendere una tua creazione devi raccontare chi sei, perché lo fai, come lo fai. La gente si deve fidare di te. Bisogna puntare all’originalità, all’unicità e non stancarsi mai di comunicare.

 

  • Parliamo di prezzi: come calcoli i tuoi?

Che fai? Mi prendi in giro? Utilizzo uno strumento che mi hai fornito tu e del quale non potrei più fare a meno…amore/odio per i file excel!

Naturalmente all’inizio della mia avventura è stato un disastro, poi è entrato in gioco mio marito, a gamba tesa, molto più pragmatico di me e mi ha dato una mano costruendomi un foglio di calcolo diabolico che secondo lui avrebbe risolto tutti i miei problemi.

Non è stato così… Ho continuato a stabilire prezzi sempre troppo bassi per paura di non riuscire a vendere, poi col tempo ho capito che per mille buone ragioni dovevo cambiare rotta (e ci sto ancora lavorando, eh…!).

Con i tuoi file ho cominciato a fare amicizia con Excel un po’ per volta, non sono riuscita a dar loro confidenza troppo in fretta, ma sono sicuramente più gestibili e simpatici di quelli di mio marito, quindi…evviva, ora uso quelli e sono insostituibili!

 

  • Qual è l’errore più grande che hai commesso all’inizio e come l’hai affrontato?

Come ho detto prima ho cominciato tutto alla rovescia.

Ovviamente non ne ero consapevole, ma piano piano più andavo avanti e DTailslab prendeva forma, più mi rendevo conto che erano mille le competenze da acquisire per far decollare l’attività.

Dovevo studiare tanto e ben presto ho scoperto che nel magico mondo del web c’erano consulenti di ogni tipo a cui poter chiedere una mano.

Mi viene da sorridere se penso alla Cri di 4 anni fa… Mi sono buttata a capofitto tra le mille risorse gratuite che si trovano in rete in un’orgia bulimica: già capire quali erano di qualità e quali era meglio lasciar perdere è stato un lavoro!

Poi mi sono resa conto che le risorse gratuite, giustamente, in quanto tali sono troppo generiche, devono funzionare per un pubblico ampio. La mia fatica più grande era sforzarmi di adattare alla mia situazione personale quello che veniva detto e insegnato ad un pubblico eterogeneo.

Probabilmente se fossi stata più giovane sarei andata avanti con le mie forze per più tempo sperimentando di volta in volta strategie diverse per vedere quella che funzionava meglio al caso mio, ma alla mia età avevo fretta di capire quale fosse la strada giusta da percorrere senza tanti tentennamenti, così ho cercato consulenti che mi offrissero un servizio a pagamento più mirato e cucito sul mio progetto personale.

 

  • Che consiglio spassionato daresti a chi volesse avviare un’attività nel tuo settore?

Se vuoi che il tuo mestiere ti dia da vivere, se vuoi che la tua diventi un’attività solida che dura nel tempo devi affrontare tutta quella parte che a mio sentire, di creativo non ha veramente nulla: la gestione del business.

Un artigiano oltre a saper usare le mani per creare le sue meraviglie, deve imparare ad usare la testa per pianificare, programmare e dedicarsi ai numeri.

In due parole: deve imparare a fare l’imprenditore.

So per certo che tutte queste attività per la maggior parte dei miei “colleghi” vengono considerate delle scocciature, delle perdite di tempo, perché distolgono da quello che è l’atto più gratificante per un artigiano ovvero l’atto del “creare”.

 

  • Qual è, tra i tuoi, il prodotto di cui vai più fiera e che più ti rappresenta?

Non riesco ad identificarne uno in particolare, sicuramente ciò che mi gratifica di più sono i disegni e la progettazione delle grafiche che stanno alla base di tutto il processo creativo. E’ sicuramente là che sta il mio cuore.

I prodotti finiti sono dei veicoli che utilizzo per fare arrivare i miei disegni alle persone e se ne ho ideati tanti e diversi è perché ognuno possa trovare quello che fa al caso suo.

 

  • Sei stata una delle partecipanti a Compagne di viaggio, il mio percorso annuale di mentoring di gruppo. In che modo ti ha aiutato?

Compagne di viaggio è stato come un siero nutriente, intendendo con questo termine un “concentrato di principi attivi”.

Mi ha costretto, nel senso buono del termine, a fare cose, a compiere azioni che in autonomia non avrei mai affrontato perché mi hanno portato ben oltre la comfort zone.

E’ stato un lavoro intenso, a tratti faticoso che mi ha indubbiamente migliorata. Ritengo molto significativa anche la presenza del gruppo che ha offerto diverse occasioni di scambio e di mutuo soccorso.

 

  • Quale credi sia la cosa più importante che hai imparato?

Compagne di viaggio mi ha dato consapevolezza, mi ha “costretta” a guardarmi dentro e a riconoscere gli ingranaggi che mi muovono e che di conseguenza muovono il mio progetto.

 

  • Perché credi che farà la differenza nel tuo modo di gestire il tuo lavoro?

Ora so da dove deriva il mio entusiasmo per DTailsLab, quello che prima era tutto spontaneamente inconscio ora è conscio quindi più reale, tangibile e organizzabile in un piano ampio. Mi fa sentire più sicura e con i piedi per terra.

 

  • Quali obiettivi hai raggiunto grazie al percorso?

Ho preso confidenza con la gestione dei miei flussi di denaro.

Ho capito come devo fare a stabilire il giusto prezzo.

Ho imparato a fare il lancio di un prodotto.

Ho avviato la Newsletter.

Ho trovato una commercialista competente nel mio settore.

 

  • Cosa credi lo differenzi rispetto agli altri percorsi sul mercato?

Non conosco così bene il mercato da fare confronti.

Qui però ho trovato una cosa imprescindibile. Io credo che per fare un percorso di questo tipo, che implica un grande lavoro anche su se stessi ci si debba affidare ad un professionista competente con cui instaurare un rapporto di stima reciproca.

Siamo tutti diversi ed è fondamentale trovare un mentore che senti vibrare sulla tua stessa lunghezza d’onda, solo così ti puoi fidare per lasciarti guidare e rimanere concentrata sui tuoi passi. Questo ho trovato e questo per me ha fatto la differenza.

 

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